Il ritorno di The Legend of Zelda: Ocarina of Time su Nintendo Switch 2 rappresenta uno degli appuntamenti più attesi del 2026. Il remake del celebre videogioco Nintendo, pubblicato originariamente nel 1998 per Nintendo 64, punta a modernizzare un classico degli action adventure senza rinunciare agli elementi che lo hanno reso un punto di riferimento nella storia del settore.
Una prova in anteprima di alcune sezioni del gioco permette di valutare i miglioramenti grafici, le modifiche al sistema di controllo e il lavoro svolto per rendere l’esperienza accessibile anche alle nuove generazioni.
Ocarina of Time torna con una veste grafica completamente rinnovata
L’originale Ocarina of Time ha contribuito a ridefinire gli standard dei videogiochi tridimensionali. Il sistema di puntamento Z-Targeting, la struttura dell’avventura e la combinazione di combattimenti, esplorazione ed enigmi hanno influenzato numerose produzioni successive.
Il remake per Nintendo Switch 2 conserva questa impostazione, introducendo texture aggiornate, un’illuminazione più elaborata e ambientazioni ricostruite per valorizzare l’identità visiva del titolo.
Anche la colonna sonora di Koji Kondo beneficia di nuovi arrangiamenti, mentre il comparto audio mantiene gli effetti caratteristici dell’edizione originale.
Il villaggio dei Kokiri conserva il fascino del 1998
La prima parte della demo si svolge nel villaggio dei Kokiri, dove Link deve procurarsi spada e scudo prima di raggiungere il Grande Albero Deku.
La struttura iniziale dell’avventura rimane riconoscibile, ma il nuovo comparto tecnico contribuisce a rendere gli ambienti più dettagliati e vivaci.
I miglioramenti riguardano anche i movimenti del protagonista, la gestione della telecamera e l’interfaccia, elementi che rendono l’esplorazione più fluida rispetto alla versione per Nintendo 64.
Nintendo aggiorna il gameplay con nuove possibilità di movimento
Una delle novità più significative del remake è l’introduzione del salto, una meccanica che modifica l’interazione con gli scenari e amplia le possibilità offerte durante i combattimenti.
Il movimento risulta più immediato e consente di affrontare alcune situazioni con maggiore libertà.
Combattimenti più dinamici e controlli modernizzati
Il sistema di combattimento mantiene le caratteristiche fondamentali dell’originale, beneficiando però della maggiore reattività dei comandi.
Il salto aggiunge nuove opportunità tattiche e rende gli scontri più articolati, senza trasformare radicalmente la formula sviluppata alla fine degli anni Novanta.
Per quanto riguarda gli enigmi e la progettazione dei livelli, le sezioni provate non evidenziano modifiche sostanziali. Nintendo sembra aver privilegiato la conservazione della struttura originale rispetto a una reinterpretazione ispirata alla libertà esplorativa di Breath of the Wild e Tears of the Kingdom.
Il borgo di Hyrule offre più attività, ma emergono alcuni limiti
La seconda sezione della demo permette di esplorare il borgo di Hyrule, uno degli ambienti più riconoscibili dell’avventura.
Nintendo ha cercato di rendere l’area maggiormente animata attraverso una maggiore concentrazione di attività, personaggi e oggetti interattivi.
I minigiochi e le interazioni ambientali contribuiscono a dare vitalità all’insediamento, offrendo ulteriori occasioni per esplorare.
Tuttavia, le dimensioni relativamente contenute del borgo evidenziano alcuni limiti ereditati dalla progettazione originale.
Gli spazi che nel 1998 apparivano adeguati alle possibilità tecnologiche dell’epoca possono risultare oggi meno convincenti, soprattutto se confrontati con quelli delle produzioni contemporanee.
Una sensazione simile emerge nelle aree aperte, che in alcuni momenti appaiono poco popolate. Rimangono inoltre alcune transizioni separate tra le zone, una scelta che conserva la struttura storica del gioco ma riduce la continuità dell’esplorazione.
Il Tempio della Foresta è tra le sezioni più riuscite del remake
La terza parte della prova è ambientata nel Tempio della Foresta e comprende l’esplorazione del dungeon fino allo scontro con Phantom Ganon.
È proprio in questa sezione che il lavoro di modernizzazione mostra alcuni dei risultati più convincenti.
Enigmi più leggibili e battaglie migliorate
Il nuovo sistema di illuminazione valorizza l’architettura del tempio e rende più facilmente distinguibili gli elementi necessari alla risoluzione degli enigmi.
La struttura del dungeon mantiene la complessità e l’identità dell’originale, dimostrando quanto alcune soluzioni progettuali del 1998 siano ancora efficaci.
La telecamera più reattiva, i movimenti aggiornati e le nuove possibilità offerte dal combattimento contribuiscono inoltre a rendere gli scontri più coinvolgenti.
Il risultato è una sezione che conserva il fascino dell’avventura classica, riducendo diversi ostacoli legati all’età del gioco.
Ocarina of Time Remake arriva il 5 novembre 2026
Secondo quanto indicato nell’anteprima, The Legend of Zelda: Ocarina of Time Remake è atteso su Nintendo Switch 2 il 5 novembre 2026.
Le prime impressioni delineano un progetto orientato soprattutto alla modernizzazione dell’esperienza originale, piuttosto che a una trasformazione completa delle sue meccaniche.
Chi desidera un’avventura radicalmente diversa potrebbe quindi trovare limitate le innovazioni strutturali. Per gli appassionati della serie e per chi non ha mai affrontato il viaggio di Link attraverso Hyrule, il remake promette invece un’esperienza più accessibile e tecnicamente aggiornata.
La prova suggerisce che il principale punto di forza del progetto risieda nella capacità di preservare il valore storico di Ocarina of Time, accompagnandolo con miglioramenti grafici e funzionali pensati per il pubblico contemporaneo.

Frediano Mele scrive per ToscanaCalcio.net occupandosi di notizie, politica, economia, tecnologia, sport, intrattenimento e lifestyle. Si concentra su informazioni chiare, attualità e temi di interesse per i lettori, offrendo contenuti affidabili e facilmente comprensibili.

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