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I vescovi italiani forniscono per la prima volta statistiche sugli abusi

La conferenza episcopale italiana ha per la prima volta i dati Negligenza Chiamato nelle loro diocesi. Negli ultimi 20 anni, 613 casi di sospetti abusi sono stati deferiti alla Commissione della Fede vaticana, ha detto il segretario generale, l’arcivescovo Giuseppe Baduri, in una conferenza stampa giovedì a Roma. Il n. 613 riguarda i file creati dalle autorità responsabili. Al momento non è chiaro quanti casi individuali specifici ci siano. I registri possono contenere dati su casi noti e autori di reati seriali. “Quindi potrebbero esserci più o meno casi”, ha detto Baduri.

Sulla base di questi dati, il Sinodo dei Vescovi intende avviare un’inchiesta per esaminare questi fascicoli. A tal fine possono essere consultati anche esperti indipendenti. Il rapporto sugli ultimi 20 anni, annunciato a giugno, è il secondo passo che la chiesa in Italia sta compiendo in un’indagine sugli abusi sessuali all’interno delle proprie fila. Il primo Analisi delle loro misure preventive nazionali nel 2020 e nel 2021, emesso giovedì. In Italia l’attenzione è rivolta ai cosiddetti centri di ascolto dove le vittime di abusi possono tornare. Ci sono un totale di 90 istituzioni a livello regionale e nazionale in tutto il paese.

Nel biennio in questione le interazioni con i centri sono state 86, hanno detto gli scienziati responsabili della valutazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Di questi, 89 erano vittime e 68 accusati. La maggior parte delle vittime (37,1%) aveva tra i 15 ei 18 anni al momento del delitto, il 31,5% tra i 10 ei 14 anni e il 13,5% tra i 5 ei 9 anni.

Tipi di abuso

I casi erano principalmente “comportamento inappropriato e linguaggio inappropriato” (30,4 per cento); Seguito da “toccare” (26,6%) e “molestie sessuali” (16,5%). Riguarda il sesso, l’esposizione di materiale osceno, il cyber grooming e l’esibizionismo. Gli imputati sono quindi in maggioranza sacerdoti (44,1 per cento), seguiti da laici (33,8 per cento) e religiosi (22,1 per cento). Il 60 per cento di loro aveva tra i 40 ei 60 anni quando è stato commesso il reato.

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Secondo i rapporti, alle vittime sono stati offerti incontri con la leadership della chiesa, sostegno spirituale e psicologico e altro sostegno. Nei confronti dell’imputato sono stati avviati procedimenti disciplinari, seguiti da indagini preliminari e deferimento del caso alla Commissione vaticana sulla fede.

Le vittime in Italia chiedono da tempo Commissione indipendente d’inchiesta sugli abusi sui minori nella Chiesa cattolica. Arcivescovo di Curia Vincenzo Paglia ha parlato contro di esso e ha fatto riferimento agli affari interni della chiesa. A febbraio l’Associazione Italiana Vittime ha aderito alla collaborazione del settimanale Archivio online dei casi di abuso nella chiesa della nazione. (DAN/KNA)