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La Squadra Azzurra raggiunge la finale del Campionato Europeo: per un’Italia diversa – sport

Se vuoi ascoltare con attenzione e aggiungere un po’ di fantasia, ascolterai un meraviglioso ponte musicale tra gli applausi sui balconi italiani nella prima ondata di epidemie e l’inno nazionale italiano, come la tromba delle Azzorre nel cielo d’Europa a questo europeo campionato di calcio – forte, dal cuore aperto, con gli occhi chiusi e il finale “Sì!”

Fratelli d’Italia. Fratelli d’Italia, l’Italia è risorta. Si alza sempre. L’Italia sarà anche campione del mondo a rialzarsi, ma almeno è campione d’Europa.

Certo, i successi ei rischi del calcio non sono un modo serio per spiegare i grandi e profondi movimenti della società. D’altra parte: perché no? Il calcio, come dicono gli italiani del calcio, qui è la religione di stato. È la Messa, ma per tutta la settimana, la liturgia della vita quotidiana. Così, dopo l’anno più drammatico della sua storia moderna, l’Italia sta vivendo una vera e propria epifania, che psicoterapeuti come Luigi Cancreni possono spiegare. Ha detto in un’intervista a “La nostra Nazionale” Repubblica“Come un paese: non molto forte, ma crede in se stesso”.

Questa squadra, che domenica sera (ore 21) giocherà la Coppa dei Campioni contro l’Inghilterra a Londra – Wembley contro l’Inghilterra, lo deve al suo allenatore: Commissario tecnico Roberto Mancini. Ripete la stessa frase più e più volte, in ogni spettacolo, come un mantra: “Noi suoniamo allegramente perché gli italiani si divertano. Se lo meritano, dopo tutte le sofferenze”.

“Mancio” come guaritore della fede, come missionario, come leader pseudo-politico – insieme a un altro salvatore per il momento, Ricostruire il Paese tranquillo: insieme al primo ministro Mario Draghi. Questo confronto tra Mancini e Draghi è anche un misto di generi, un’esagerazione senza speranza. Ma qual è il punto se tutti ci cascano? Entrambi guidarono l’Italia con stile in questo periodo, con l’eleganza e la bellezza di Mancini anche negoziate come idee filosofiche. Alla prossima sfilata di Pitti Uomo a Firenze, il coach esporrà la propria collezione. Solo Italia.

Eleganza e bellezza in disparte: Roberto Mancini.

(Foto: Alfredo Falcon/Imago Images/La Presse)

“I due leader moderati ci danno un’idea diversa dell’Italia”, ha scritto. Corriere della Sera Afferma subito che la metafora è audace: “Ma se tutti pensavamo che un’altra Italia fosse possibile, allora adesso potrebbe aprirsi una nuova era”. il primo ministro rispettato a livello internazionale che sostiene la formazione dell’Europa in tutta sobrietà – e tutti lo ascoltano.

Mancini ha appena prolungato il suo contratto fino al 2026, dopodiché sarà allenatore per otto anni e un ciclo. In Draghi bisogna presumere che la sua missione si concluderà nella primavera del 2023, dopo le prossime elezioni parlamentari. Probabilmente prima, cioè quando lo eleggeranno presidente all’inizio del 2022. È meglio non pensare a cosa potrebbe succedere dopo.

Ma quest’estate, improvvisamente, la speranza fluttua nel Paese che un’altra Italia sia possibile. E una nuova era con miliardi di euro dal Fondo europeo di ripresa per le infrastrutture, la digitalizzazione e l’ambiente, per il lavoro al sud, per i giovani e le donne. E con quella convinzione del calcio che non hai bisogno di stelle con nomi gonfiati per giocare al vertice, e che una band forte e solida che suoni come un’orchestra, è sufficiente.

lamento? Certo, una tonnellata! C’è tanto in questa finale, almeno per l’Italia.

Gli italiani dicono di sé che non sono mai migliori di come erano quando il bisogno è particolarmente grande. Terremoti, crisi e alluvioni. O quando il mondo ride di loro, per esempio, degli scandali dei politici barocchi e orrendi, e li riduce a vecchi cliché. E poi questo paese dai mille campanili, e dai tanti rioni di provincia e di provincia, tutti con la propria cucina e la propria cultura orgogliosa – sì, poi tanti d’Italia ne trovano sempre uno insieme, un bell’insieme. Sono stati gli italiani ad avere l’idea di fare il tifo cantando insieme alla finestra e sui balconi nella serratura, che è stata davvero una chiusura, una dura prova con un cuore terribile e la polizia alle porte dei Palazzi, forse non sorprende nessuno. Le repliche in altri paesi erano false e sembrava un intrattenimento a distanza.

Gli italiani non sono mai migliori delle loro copie. E come catalizzatore, niente e nessuno funziona meglio di così NazionaleSquadra nazionale. 1982? L’Italia è diventata campione del mondo in Spagna dopo un grande scandalo di scommesse sul suo suolo di casa, il “Toto Nero”. Furiosi e brillanti, hanno battuto tutti Brasile, Argentina e Germania in finale (3:1). Poi nel 2006: ancora una volta un folle scandalo con attori di serie B ha scosso lo spettacolo, questa volta alla Juventus Torino. Il numero civico più intelligente del Calcio, base della Nazionale, è stato ridotto allo zimbello e relegato con la forza in serie B. Di nuovo Italia! E l’Italia? Viaggia in Germania e diventa un campione del mondo.

2020? Nessuno voleva più pensare al calcio, ma questa volta l’oscurità non dipendeva da qualche frode mondana. Di tutti i paesi europei, l’Italia è stata la prima e la più colpita dall’epidemia. Ciò che Wuhan era per il mondo, Bergamo per l’Europa è diventata: un faro e un monito. Di notte, camion militari pieni di obitori e ambulanze hanno affollato gli ingressi dei pronto soccorso. Non era tutto, c’era ancora molto da fare. L’Italia era anche particolarmente mal preparata per una simile epidemia; Il vecchio business plan era completamente superato. Il sistema sanitario è stato notevolmente debole nei lunghi anni della recente crisi economica. La prevenzione non è una reazione italiana, in nessuna zona: basti pensare alle tante case costruite nelle zone più gravi del terremoto del Paese, proprio sulle linee di caduta tettonica. Ad esempio ad Amatrice.

Corona virus - italiano

“Tutto andrà bene” era scritto su un manifesto nella pandemia di marzo 2020: Andrà tutto bene.

(Foto: Claudio Furlan / picture alliance / dpa)

A marzo 2020, “Andrà tutto bene” era sui manifesti sui balconi che ha cantato nella prima ondata di Corona, andrà tutto bene! Non tutto andava bene, Dio non lo sa. L’epidemia ha colpito il cuore e il dolore si è riverberato a lungo. Ma gli italiani, in poche parole, hanno trattato il dramma con dignità. Hanno capito la gravità del momento e hanno anche rivelato una disciplina impressionante. Non perché fossero pecore in seguito a uno stato alquanto invasivo. Ma perché hanno capito che era necessario. Possono fare solidarietà e simpatia. Sei milioni di italiani lavorano come volontari e senza stipendio nel “Terzo Settore”, come viene chiamato il mondo delle organizzazioni caritative. indossare una maschera? Non è mai stato un problema in Italia, e certamente non un problema. Pensatore laterale e teorico della cospirazione? Ce n’erano alcuni anche in Italia, ma non ci sono più.

L’Italia continua a crescere. Quando gli Europei sono appena iniziati, un giornale ha scritto: “Questo è il gioco nazista per un paese con un folle desiderio di essere finalmente di nuovo felice”. A Mancini piaceva anche parlare della sua squadra perché nessuno è titolare perché tutti sono titolari. Se questo non è uno slogan politico.

Viene riproposta anche la canzone dei Mondiali del 1990 “Notti magiche” di Gianna Nannini ed Eduardo Pinato. Le notti delle streghe. La canzone è anche conosciuta come “Un Estate italiana” ed è Estate italiana. Dopo aver vinto il turno preliminare dell’Europeo in corso, la squadra si è seduta davanti all’ingresso dell’hotel rumeno, uno di loro aveva un megafono in spalla e tutti cantavano “Notti magiche”. Anche Commissario Tecnico. A quel tempo, nel 1990, il periodo estivo si rivelò meno di quanto sperato e le semifinali erano finite.

Questa volta è tutto lì, tutta la gioia dopo la grande oscurità. Anche il presidente Sergio Mattarella andrà a Londra per la finale. Questa presenza presidenziale è preceduta da due celebri precedenti, entrambi con il potere di buon auspicio. Nel 2006, quando l’Italia giocava la coppa contro la Francia, Giorgio Napolitano si recò a Berlino. L’Italia ha vinto. E nel 1982, nella finale dei Mondiali contro la Germania, il socialista Sandro Bertini si trovava sugli spalti del Bernabéu di Madrid: tifo come un tifoso, braccia alzate e risate contagiose, la pipa da tabacco che ripose brevemente nella tasca della giacca. Immagini diffuse in tutto il mondo. Per gli italiani sono simboli del fatto che il destino della nazionale è spesso misteriosamente intrecciato con il destino della nazione.

Martedì sera, dopo la vittoria in semifinale contro la Spagna, a Ponte Milvio a Roma, ho visto alcuni ragazzi dondolarsi sul tetto di un autobus della linea 29, seminudi e ballare. Era già mezzanotte passata e lo spazio circostante era quasi vuoto. Anche i campi da calcio della finale saranno aperti al pubblico. Se vuoi esserci, devi registrarti, ricevere una vaccinazione o portare un test negativo. Il ministro della salute dice che va bene incoraggiare il Nacional: “Ma con la mascherina, per favore”.

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